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LA Pro-Loco di San Lorenzo
San Lorenzo è un antico borgo, come ve ne sono altri disseminati lungo le vecchie strade della pianura friulana, con qualcosa, però di peculiare e di caratteristico che alimenta la propria immagine, la propria identità. Non si sa come e perché, ma qui si avverte un antico modo di sentire e vivere le tradizioni, il folclore, la religiosità, che richiama alla memoria la semplicità e la trasparenza propria della famiglia patriarcale friulana. Il primo documento nel quale compare la “villam de S.Laurentio” fu il 13 marzo del 1186, un documento importante per capire il dna di questo luogo. L’atto notifica che S.Lorenzo è una “villa comune”, ossia quel tipo di villa abitata da liberi agricoltori, ancora nascenti al principio del secolo XIII, che ”per essere state fondate estirpando il bosco, ciascun uomo, per il suo manso, è tenuto a pagare al patriarca di Aquileia unicamente trentadue denari annui e nulla più, e hanno un loro podestà che decide le loro questioni”. L’urbanistica di San Lorenzo sviluppandosi non era diversa dalle altre “ville”, vi era la “curia”(corte o cortile) il luogo dove si svolgeva la vita sociale delle famiglie contadine abitanti i fuochi (case) che la delimitavano, la piazza era il suo equivalente per l’intera comunità di villa.
La descrizione, certamente superficiale, è importante per avere un’idea del luogo e dei figli della storia che andrà a leggere.
L’osteria in piazza del paese, luogo di ritrovo, e a volte, centro culturale, dove tra i tavolini nascevano discussioni, idee, o maturavano decisioni, magari quelle di emigrare, cercare lavoro, la speranza di una vita migliore, come accadde nelle nostre terre del dopo guerra. Gli anni cinquanta sono l’inizio di quest’esodo di intere generazioni di giovani che partono per luoghi lontani in cerca di lavoro , di un reddito che la sola agricoltura non può dare. Con la partenza di gran parte della gioventù, si affievoliscono gli entusiasmi e, i pochi che rimangono, sono isolati e intenti a controllare il povero bilancio familiare. Delle lontane tradizioni, rianimate da Don Natale Quattrin negli anni subito dopo la guerra, nessuno più parlava. La stessa sagra del paese, d’antichissima tradizione, che si svolgeva in un caratteristico sito denominato “La Busa”, non veniva da più anni riesumata.
Una parentesi di quasi venti anni, fino agli inizi degli anni settanta, obbliga gli abitanti di San Lorenzo a comprimere aspettative di calda, sentita solidarietà, nell’amicizia. Tutti sono intenti a rifondare le basi di un’economia familiare attraverso il lavoro agricolo, artigianale o nelle prime industrie della zona. L’unico momento d’incontro conviviale avviene fra le quattro mura dell’osteria del paese.
In una sera di primavera inoltrata del 1972, un gruppo d’amici si ritrovava in osteria per passare alcuni momenti di piacevole sodalizio dopo una lunga giornata di lavoro, chi tra i campi, chi invece in fabbrica e proprio attorno ad un tavolo e sorseggiando un buon bicchiere di vino, nasce la voglia di ridare vita a quelle tradizioni che erano state accantonate ma non dimenticate. Nacque così la prima vera collaborazione per la rinascita della sagra, quella festa che noi oggi conosciamo, ma era solo l’inizio, le idee, la voglia di fare, era un fiume in piena.
Il ricordo del tempo passato, della piazza di un tempo, era ancora vivo, i salici, i castagni, le acacie che ornavano e davano d’estate un riparo dal sole alto e lucente non c’erano più, erano stati tolti per poter asfaltare le strade che si intersecavano nella piazza del paese. Nacque così l’iniziativa di piantare lungo il canale denominato “Rupa”, che attraversa e divide in due il paese, i pini marittimi (1974).
Nel marzo del 1975 fu istituita ufficialmente la Pro-Loco, lo statuto fu depositato dal notaio Cesare Garzona di Valvasone l’11 luglio dello stesso anno. Il primo direttivo della neonata associazione era composto da Pietro Marin, presidente, Paolo Raffin, vicepresidente, Nerio Pasutti, Franco De Paoli e Fortunato Bertoia, consiglieri, Albino Colussi, segretario.
Nel frattempo la sagra, primo scopo di nascita dell’associazione, prendeva nuova forma e si collocava finalmente in piazza. Su di un carro abbellito a festa, parcheggiato a lato della chiesa, la sera prendevano posto due suonatori, allietando i presenti, intenti a ballare nella piccola pista oppure seduti sulle panche a mangiare costa e salsiccia. Da non dimenticare che vi era anche il primo chiosco d’acciaio che assisté alla festa per moltissimi anni, fatto interamente dai volontari.
L’anno 1976 fu un anno terribile e per molti friulani funesto, il terremoto ancora oggi ricordato con timore, si abbatté per ben due volte nello stesso anno (maggio e settembre) provocando morte e distruzione. Dopo un primo momento di scoramento, i friulani si rimboccarono le mani e incominciarono la ricostruzione, capillare e veloce che destò ammirazione da parte di tutto il mondo.
Il nostro piccolo paese, fu anch’esso coinvolto, come tutta la nostra regione, dalla terribile onda sotterranea, ma la voglia di andare avanti, di non fermarsi mai, diede impulso alla nascita di un ornamento, unico nel design nella piazza del paese: la fontana dedicata al contadino. Ci vollero due mesi di duro lavoro, tutta la comunità e solo essa partecipò alla realizzazione del progetto.
La forma della foglia d’uva, come contenitore dell’acqua, e la statua del contadino, danno unicità all’opera, diventando così, la copertina del paese.
Intanto i bambini di San Lorenzo aumentavano e crescevano a vista d’occhio, il gioco preferito di tutti i bimbi, e non solo, era un pallone con una o due porte e i relativi portieri, in altre parole il gioco del calcio. Il ritrovo delle epiche partite era il giardino della scuola, uno strido continuo, una voglia matta di fare goal, di scartare l’avversario, ma di passare la palla al proprio compagno mai. Ma quanti palloni persi, bucati oppure sequestrati, e le finestre della scuola? Nacque cosi, forse, la voglia di creare un campo da calcio per i figli di San Lorenzo(1980). L’acquisto del terreno in Via Stati Uniti, non lontano dalla piazza, da parte del comune dopo la proposta fatta dalla Pro-Loco, è cosa fatta, ma bisogna ora livellare il terreno, non si può mica giocare a calcio in un campo di patate o su di un terreno sconnesso, e le porte? Bisogna comprarle. Tutti i lavori e gli acquisti necessari per preparare quel pezzo di terra a campo da calcio furono fatti dalla Pro-Loco. Da quel giorno le grandi partite, furono fatte al “campo”, e nonostante siano passati quasi trent’anni, ancora oggi i bimbi e ragazzi di San Lorenzo passano ore a rincorrere un pallone all’interno di quel rettangolo d’erba.
Nel 1983, ci fu la prima edizione del pranzo lungo la Via Blata, un momento di aggregazione dei cittadini di San Lorenzo che si sedevano a tavola tutti insieme, una nuova tradizione paesana era nata. Nei primi anni, il pranzo era gestito sia dall’associazione sia dal ristorante Pizzeria Bertoia Virgilio, che allora risiedeva proprio nella stessa via, successivamente, la realizzazione del convito, fu totalmente gestito dalla Pro-Loco con l’aiuto infaticabile delle signore del paese (1986). La nuova presenza in cucina, portò nel menù della festa del Patrono, la possibilità di aumentare la scelta sui piatti a disposizione, oltre la carne sulla griglia, anche i primi piatti, in particolar modo “le penne alla San Lorenzo”.
Nel frattempo la vita amministrativa della Pro-Loco cambiava, il primo presidente dell’associazione Pietro Marin, lasciava il posto ad un nuovo, Giovanni Bianchet (1984), un giovane che divenne nel tempo, una figura sempre di più importante all’interno della società, proprio durante il primo mandato di Giovanni ci fu, nel 1984, la prima gita organizzata dalla Pro-Loco per tutti i paesani a Gardaland.
Nel 1986 Franco De Paoli divenne il nuovo presidente, e supportato dal consiglio vi furono parecchie attività culturali e di ripristino dei tesori del paese. Nel 1988, nel decimo anniversario della scomparsa di Arieto (Herry) Bertoia, la nostra associazione rese omaggio a questo figlio di San Lorenzo che divenne una persona stimata e ammirata negli Stati Uniti e non solo per il suo design (poltroncina Diamond-Knoll), per le sue sculture (esse sono sparse in tutti gli Stati Uniti), ma anche per i suoi studi sui metalli.
Da quel lontano1987, la Pro-Loco ha cercato con tutte le sue forze di far conoscere in regione questo personaggio, ma ci sono voluti quasi venti anni per poter trovare una porta aperta, a novembre del 2007 c’è stato un convegno a Pordenone sulla figura di Herry Bertoia, con un’ottima partecipazione. Sempre a Pordenone, ma nel 2009, vi saranno altre manifestazioni, nel 2008 invece, ci sarà una mostra nella sua casa natale a San Lorenzo.
Dopo una lunga fase di grande lavoro e meritevole impegno da parte degli amministratori parrocchiali che ha permesso il recupero dell’antica chiesa di San Lorenzo (1990), con l’aiuto della Sopraintendenza, dopo il terremoto del 1976, la Pro-Loco ha coadiuvato i medesimi in una costante opera di risanamento della chiesa, sino ad impegnarsi in opere rilevanti come la collaborazione nel restauro di altari, pale, arredi sacri. Le tre campane invece, furono recuperate interamente dalla Pro-Loco, con un investimento in denaro importante per quegli anni( 3milioni di lire). Da non dimenticare la costruzione del muretto a lato dell’edificio sacro, la costruzione completamente progettata e portata a termine dall’associazione.
La Pro-Loco, dopo la ristrutturazione della chiesetta, ha potuto organizzare al suo interno, concerti di musica sacra, una tradizione che accompagna l’arrivo della primavera.
Negli anni novanta prende sempre più piede la festa di fine estate, un momento conviviale di tutta la comunità dopo le fatiche della sagra del Patrono, così ogni prima domenica di settembre, i sanlorenzesi si ritrovano a Rivis a vivere una giornata insieme in allegria.
Nell’agosto del 1990 San Lorenzo era in fibrillazione, non era la prima volta che il piccolo centro ospitava nelle proprie dimore altre persone, ma erano tempi diversi, le due occasioni precedenti erano per funesti motivi, le due guerre avevano sradicato a causa dei continui bombardamenti la popolazione casarsese, ma in quell’estate non c’era né paura né tristezza negli occhi dei sanlorenzesi mentre addobbavano le vie del paese, solo la curiosità nel vedere e conoscere la delegazione della cittadina Serba che stava arrivando.
La possibilità di questo scambio culturale tra San Lorenzo e i cittadini di Vrsac, fu per l’interessamento di un paesano che per motivi di lavoro li conosceva e della Pro-Loco. A San Lorenzo ci fu festa: una nuova amicizia era nata. Il gemellaggio tra i due popoli ebbe una brusca frenata a causa della guerra nell’ex Jugoslavia. Solo al termine di questo conflitto ci furono di nuovo i contatti, sbocciati con la visita da parte dei sanlorenzesi a Vrsac. Da allora i contatti e le visite tra i due popoli si sono fatti ancora più intensi. Auguriamo a tutti loro dal profondo dei nostri cuori pace e prosperità.
Nel 1990 la Pro-Loco di San Lorenzo assieme ad altre del mandamento di San Vito al Tagliamento, crearono il Consorzio delle Pro-Loco del Sanvitese. Bisogna fare un applauso a chi, 17 anni prima, aveva capito l’importanza di unire le Pro-Loco, perché così facendo, si è potuto creare un nuovo modo di valorizzare il nostro territorio. Alcuni anni dopo, il Consorzio del Sanvitese si aggregò all’Associazione Regionale delle Pro-Loco che unisce tutti i consorzi nati in Friuli, esso è l’organo rappresentativo di tutte le associazioni iscrittevi.
Nel 1994, Alida Zanin di soli 23 anni divenne la nuova presidentessa della nostra associazione, Alida fu la prima donna a ricoprire tale incarico.
La Pro-Loco come si detto ha sempre investito parte delle proprie risorse sulla cultura, la presenza di Mauro Corona (scrittore, scultore,..) ad alcuni incontri, di Bartolini (scrittore e sceneggiatore di film), di Gentilini e di molti altri sono la testimonianza del lavoro fatto. Un appuntamento d’interesse culturale annuale è la mostra di pittura durante i festeggiamenti del patrono, inizialmente curata da Amelio Querin (fino alla sua scomparsa 1994), viene seguita, la mostra, con lo stesso spirito del primo giorno, accogliendo ogni anno un’artista diverso.
Verso la fine degli anni novanta, la voglia di migliorarsi e la necessità di sostituire alcune strutture riguardanti la sagra, hanno portato la Pro-Loco ad acquistare un nuovo capannone, il palco (1998) e l’acquisto di alcuni fuochi per la cucina, lo stesso locale è stato messo a norma di legge, naturalmente tutto a spese dell’associazione.
Gli anni 2000 hanno portato un nuovo cambio al vertice, il ritorno alla presidenza di Giovanni Bianchet. Una caratteristica fondamentale di questa Pro-Loco è la continuazione della stessa strategia nonostante i cambi di presidente, perché viene portato avanti un lavoro minuzioso da tutto il consiglio, e ogni decisione importante viene presa all’interno della stessa assemblea. Con il nuovo presidente è stata rivissuta, una giornata del falcio dell’erba, come nei primi anni cinquanta. Sveglia all’alba, il taglio dell’erba, la colazione come un tempo…una comunità rivive il proprio recente passato. Approfittando di questa rievocazione, è stato riproposto il ”lengal” (linguale) accompagnato da fagioli, una pietanza che nel passato era presentata nel giorno dell’Assunzione. La giornata si svolge alla fine di maggio e l’interesse per quest’avvenimento cresce di anno in anno.
Nella comunità di San Lorenzo, ci sono altre associazioni, il Gruppo Pescatori “Fontanis”, i Batudars e l’AFDS, il rapporto con queste società è di reciproca collaborazione, ma vorrei ricordare due associazioni che non esistono più, la prima fu il Gruppo Sportivo Vicenzutto, che dal 1974 agli inizi degli anni ottanta riempì alcune domeniche l’anno con la corsa ciclistica che partiva proprio dalla piazza del paese, e la seconda l’Udinese Club, che per anni organizzò durante i festeggiamenti della sagra, il torneo di calcio nel campo sportivo del paese.
Non si deve qui incensare o lodare nessuno. Chi ha operato in tutti questi anni, ha già la soddisfazione d’averlo fatto e tutti, a S. Lorenzo, ne conoscono i nomi.
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