Lucia Burello

 con piacere Vi invitiamo
 
VENERDI 1 LUGLIO 2016 ALLE ORE 21:00

presso la casa natale di Arieto ‘Harry’ Bertoia sita in via Blata, 12 a San Lorenzo di Valvasone Arzene,

 

In ristampa dopo solo due mesi e mezzo dalla pubblicazione, il libro di Lucia Burello, Dannato Friuli, storie di antichi omicidi per il dopocena” è stato patrocinato dalla Camera Penale del Friuli Venezia Giulia e presentato dalla prefazione dello scrittore Paolo Maurensig. Il volume della Burello racconta una quarantina di delitti accaduti in regione dal 1900 fino al 1970. Si tratta di fattacci che, più o meno rumorosamente, trovarono spazio sulle pagine delle cronache cittadine e sugli atti dei tempi andati.
Ecco che assieme agli ormai leggendari casi dell’impiccata di Masarolis, della strage di Scodovacca, dell’agghiacciante “mattanza” milanese che ha visto protagonista Rina Fort, assurta poi agli “onori” delle cronache con il soprannome “Belva di Budoia”, nel volume si legge anche di casi “minuti”, passati in sordina, come il misterioso ritrovamento di una testa, l’insolita comparsa di una croce, di un teschio o lo straziante epilogo di un matrimonio consumato nella miseranda cornice del Villaggio Metallico, la Santa Barbara udinese a stelle e strisce e trasformata, dopo l’abbandono degli alleati a fine conflitto, in bidonville. E a proposito di alleati, toccante il delitto di un giovane appena ventenne, consumatosi inspiegabilmente in una notte triestina, dove dai localini uscivano le note Jazz importate d’oltre oceano.
E a proposito di Jazz, il delitti “riesumati” dalla Burello hanno conquistato il cantautore Rocco Burtone che ha ben pensato di metterli in musica. L’esperimento è decisamente interessante anche perché, al fianco di Burtone e della sua chitarra, c’è il virtuoso pianista Arno Barzan e il bassista Maurilio (ex Dodi & i Monodi).
E non è escluso che da questa esperienza possa nascere, in futuro, un Cd.

Introduzione

Il male esercita su di noi un indubbio fascino. Purché resti sufficientemente a distanza, possibilmente mediato da uno schermo televisivo o dalla pagina di un libro, magari lontano nel tempo o nello spazio, distante dalle nostre case ordinate, dalle nostre vite tranquille. Per quanto abituati ai fiumi di sangue che ci ammanniscono  in televisione, ci basta però vedere sull’asfalto una macchia scura, nel punto in cui è avvenuto un incidente stradale, per farci sentire l’agghiacciante impatto che la realtà vanta rispetto alla finzione. Che dire poi se si tratta di un omicidio? Stentiamo a capacitarci che fatti simili possano avvenire vicino a noi, nella stessa città o nei luoghi che siamo soliti frequentare per svago. Com’è possibile che il male si insinui in una persona tranquilla, stimata da tutti, portandola all’improvviso a commettere  inconcepibili atti di violenza?

Questi, raccolti nel volume, non sono che una minima parte dei ben 400 episodi di cronaca nera avvenuti in Friuli: una silloge tratta da una rubrica che l’autrice ha condotto per anni su vari quotidiani. Lucia Burello, già nota come “storica delle antiche locande di Udine”, stavolta s’immerge in apnea nelle torbide profondità della psiche: rivisitando i propri stessi articoli, riandando indietro nel tempo,  fino agli inizi del Novecento (quasi volesse frapporre un rassicurante diaframma tra il lettore e l’efferatezza dei fatti di sangue narrati), ci prende per mano per condurci in questa galleria degli orrori. Lo fa dismettendo l’abito del giornalista per indossare quelli del narratore (anche se lei preferisce definirsi un “rigattiere di atmosfere del passato”). E che atmosfere! Ciò che ne esce, quindi, non è solo una serie di algidi fatti di cronaca giudiziaria, ma veri e propri racconti in cui si indaga sulla strategia e il mimetismo del male, che spesso giungono a compimento nella forma di aberranti rituali. Racconti aspri, brutali, raccapriccianti, ma che l’autrice sa velare con umana pietà.

 

P.M.

 

Breve biografia

Lucia Burello, giornalista e scrittrice, ama curiosare tra le carte polverose di archivi, soffitte e biblioteche, facendo riemergere dal passato fatti e misfatti che poi racconta con i suoi scritti.
Al suo attivo ha quasi 20 mila articoli e le seguenti pubblicazioni: “Osterie dentro le mura in Udine dal Quattrocento ai giorni nostri” (1998). Il libro racconta l’evoluzione in città nel corso dei secoli di centinaia di osterie, teatro di zuffe magistrali, duelli rusticani, delitti efferati, carestie e perfino miracoli.
Gustate la nostra storia. Alle origini dei sapori friulani” (1999).
La porta d’Italia. Diari di viaggiatori polacchi in Friuli Venezia-Giulia dal XVI al XIX secolo” (2000). Scritto assieme al docente di letteratura polacca, Andrzej Litwornia il volume è stato presentato dal ministro della Cultura in Vaticano, cardinale Paul Poupard e dal giornalista, Paolo Capuozzo. Il saggio, inoltre, fu consegnato direttamente a papa Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo e successivamente pubblicato anche in Polonia.
Cronache assassine. Omicidi in Friuli Venezia-Giulia del XIX secolo” (2011). Patrocinato dalla Camera Penale del Fvg e presentato dall’allora Questore di Udine, Giuseppe Padulano.
Numerosi, inoltre, i racconti editi su varie antologie.
L’autrice ha inoltre collaborato, in qualità di editor, con l’attore Paolo Villaggio per la stesura di undici libri, suggerendo l’idea per alcuni di essi, quali, ad esempio, “Il giorno del Giudizio”.