San Lorenzo

 

San Lorenzo è un antico borgo, come ve ne sono altri disseminati lungo le vecchie strade della pianura friulana, con qualcosa, però di peculiare e di caratteristico che alimenta la propria immagine, la propria identità.
Non si sa come e perché, ma qui si avverte un antico modo di sentire e vivere le tradizioni, il folclore, la religiosità, che richiama alla memoria la semplicità e la trasparenza propria della famiglia patriarcale friulana. Il primo documento nel quale compare la “villam de S.Laurentio” fu il 13 marzo del 1186, un documento importante per capire il dna di questo luogo.
L’atto notifica che S.Lorenzo è una “villa comune”, ossia quel tipo di villa abitata da liberi agricoltori, ancora nascenti al principio del secolo XIII, che ”per essere state fondate estirpando il bosco, ciascun uomo, per il suo manso, è tenuto a pagare al patriarca di Aquileia unicamente trentadue denari annui e nulla più, e hanno un loro podestà che decide le loro questioni”. L’urbanistica di San Lorenzo sviluppandosi non era diversa dalle altre “ville”, vi era la “curia”(corte o cortile) il luogo dove si svolgeva la vita sociale delle famiglie contadine abitanti i fuochi (case) che la delimitavano, la piazza era il suo equivalente per l’intera comunità di villa.
La descrizione, certamente superficiale, è importante per avere un’idea del luogo e dei figli della storia che andrà a leggere.

360_arzene_san_lorenzo                                                    Fontana

LA  FONTANA DEL CONTADINO

Nell’estate del 1979, su iniziativa della Pro loco, venne costruita al centro della piazza di San Lorenzo di Arzene la fontana del Contadino. In particolare, il consiglio di amministrazione cominciò ad edeare la realizzazione di un’opera destianta a restare come simbolo ed immagine del paese e del lavoro intrapreso dai membri della Pro Loco stessa, fin dalla sua costruzione avvenuta nel 1975.

Infatti si presentò il problema della sistemazione della zona in cui si trova la sorgente di acqua perenne, nonchè del vuoto lasciato dal grande salice piangente, che si dovette abbattere a causa di una saetta. Dopo i lavori di allargamento della strada provinciale venne a mancare il vecchio ed abituale luogo di ritrovo della gente. Da qui l’idea di allargare il ponte già esistente e di costruirvi una fontana, che rappresentasse qualcosa di caratteristico del paese agricolo. Il progetto della styatua di un contadino con la falce che attinge l’acqua da una vasca a forma di vite si adattava benissimo all’ambiente. L’idea venne ad un gruppo di paesani, mentre si trovavano al bar.  Il contributo più grande tuttavia, lo diede l’intera popolazione, che partecipò ai lavori manuali per la realizzazione dell’opera, unica nel suo genere, sia per la forma di foglia e sia per la figura del contadino, che fino ad allora non era mai stato oggetto di interesse da parte degli artisti. Quest’opera rappresenta altresì un esembio del laborioso impegno, della spontanea disponibilità e della solidarietà della popolazione nel promuovere il miglioramento del paese.

A distanza di anni il fine di aggregazione è tutt’ora in essere, le due fontanelle laterali sono sempre affollate di gente che attinge l’acqua per dissetarsi.

 

 

 

La piccola chiesetta circondata da un lussureggiante prato è teatro di continue visite da parte di turisti. Troppo piccola per contenere tutti i fedeli, ora è usata per ricorrenze particolari e matrimoni….dove gli sposi, sono accolti dalle campane suonate a mano dai nostri paesani.

Per Accogliere la sposa nella nuova comunità, è doveroso che quest’ultima brindi con un calice di “Batuda” bevanda dal colore bianco inodore ricavata dallo scarto del burro.

 

 

 

 

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UN PAESANO D’ALTRI TEMPI…..HARRY BERTOIA 

«Decisi che una sedia non poteva bastare»

(San Lorenzo di Arzene, 10 marzo 1915Barto, 6 novembre 1978) è stato uno scultore e designer italiano naturalizzato statunitense.

 

Scultore, designer, grafico, creatore di gioielli e musicista, il talento di Harry Bertoia si è sviluppato attraverso svariati ambiti artistici e molteplici esperienze. L’abilità manuale e la padronanza dei materiali, frutto di intenso lavoro e di una costante ricerca volta al continuo miglioramento, hanno contribuito alla costruzione di un corpus di opere dotato di rara bellezza, unico e originale. La natura fu la più forte delle influenze, il ricordo del paese natale, mai sopito, la sua forza e il suo stimolo. L’opera complessiva di Harry Bertoia, affronta una continua evoluzione artistica; dall’arte incisoria, produzione che si sviluppa per tutto il corso della sua vita e che assume un’importanza cruciale nella sua ricerca di forme e soluzioni; alla creazione di gioielli; dalla sedia per la nota azienda americana Knoll, un capolavoro del design moderno, alla scultura di grandi dimensioni per i più famosi architetti statunitensi. Caratteristica fondante della sua ricerca artistica fu l’attenzione rivolta alle potenzialità dei diversi metalli con cui operava, costantemente relazionate allo spazio circostante, al movimento e alla dimensione del suono; una ricerca estremamente sofisticata resa possibile da profonde competenze tecniche ed artigianali.

 

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CASA NATALE DI HARRY BERTOIA

 

 

http://www.arietobertoia.org/?lang=it